| NOME COMPAGNIA: |
Teatro d'Arte Spresiano |
| ANNO ISCRIZIONE FITA: |
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| RAPPRESENTANTE LEGALE: |
Granziera Federico |
| COMUNE: |
Spresiano (TV) |
| TELEFONO: |
0422 880834 |
| E-MAIL: |
teatro_arte@libero.it |
| SITO INTERNET: |
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Clicca sui titoli degli spettacoli teatrali elencati qui di seguito per leggere il dettaglio.
L'AUGELLIN BELVERDE di Carlo Gozzi, regia di Simone Derai e Paola Dallan
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La regina madre Tartagliona, reggente il regno in assenza del figlio Tartaglia, per brama di potere accusa ingiustamente di adulterio la nuora Ninetta e la fa rinchiudere sotto il buco della scaffa, con l’intento di sbarazzarsene. Incarica, inoltre, il ministro Pantalone di sopprimere in culla i due nipoti, Renzo e Barbarina. Pantalone non ha cuore di compiere il delitto e li abbandona alla corrente di un canale, dove vengono raccolti da Smeraldina, moglie del salsicciaio Truffaldino. A 18 anni, saputo di essere stati adottati, i due gemelli se ne vanno per loro strada, libera da sentimenti e segnata solo da una fredda logica filosofica.
Messi alla prova da Calmon, divengono ricchissimi grazie ad un prodigio, accolgono con grande sdegno nel loro palazzo i genitori adottivi, e cercano con superbia e capriccio di realizzare tutti i loro desideri: Renzo si innamora di una statua, Pompea, e Barbarina tenta di sedurre il re Tartaglia, tornato dalla guerra ed ormai solo. Nel far ciò desta l’ira di Tartagliona che, consigliata dall’interessato amante Brighella, spinge Barbarina a pretendere di ottenere l’acqua che suona e danza ed il pomo che canta. L’acquisto di questi oggetti magici è mortalmente pericoloso e per compiere l’impresa si offre Renzo, che porta con sè in quest’avventura Truffaldino. Dopo mille peripezie e divertenti colpi di scena e trasformazioni, caratteristici delle fiabe, il quadro si ricompone felicemente grazie all’intervento dell’Augellin Belverde.
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OH... ISSA... PELOSSA di Silvana Trevisiol e Daniela Bosco
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Spettacolo d’attore e di figura, realizzato con figure tipo pupazzi e marionette, creati con materiale di riciclaggio e quindi adatto anche per avviare un eventuale laboratorio di costruzione di burattini per i bambini, condotto dalle stesse attrici-operatrici.
Due girovaghe entrano in scena con tutto il necessario per mettere su casa: “OH... ISSA... PELOSSA...” sottolinea la fatica e il gioco di trasportare la casa: un grosso baule ambulante. Gengi e Iva sono due inseparabili compagne di viaggio e sotto un tetto di stelle sospirano alla dolce casa che, come il loro più ampio corpo, in qualsiasi luogo le accompagna e lì prende vita... e che vita!!
Tra indumenti e suppellettili si animano creature che, uscendo dal baule, raccontano una trama fantastica e fiabesca. Tra sogno, fiaba e poesia, una principessa trasparente intreccia la sua storia con ironici
personaggi della fantasia: animali parlanti, uno spaventapasseri e il fatidico mostro. Il tempo della fiaba è il tempo del sogno notturno e il suo lieto fine segna la ripresa di un nuovo giorno in cui: “OH... ISSA... PELOSSA...", il viaggio continua....
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FILÒ TRA LE FIABE E LEGGENDE DEL MONTELLO di Silvana Trevisiol
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"...Storie che parla de mistero, de creature fantastiche che ga popoeà e nostre tere e che forse... chissà ancora nascoste...".
Lettura animata in forma teatrale che riprende l'antica tradizione orale del “Far Filò", del racconto e del gioco, traendo spunto dal libro “Fiabe e Leggende del Montello" di Laura Simeoni
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IL RATTO DI ARIANNA tratto da un canovaccio di Commedia dell’Arte con maschere ed attori
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Regia: Federico Granziera e Barbara Riebolge
con la supervisione artistica di Giorgio Bertan
Una storia tanto antica quanto moderna e attuale in cui si fondono commedia e motivi tragici, problemi amorosi ed economici.
Il filo rosso che percorre le vicende è la cupidigia, che si fa molla dell’esistenza.
Così Cristiani e Turchi partecipano di un medesimo destino, sono messi alla prova in eguale misura, vengono guidati dalle stesse smanie. L’avidità di Pantalone non è poi così diversa da quella dell’antagonista Turkan e la condizione della giovane Arianna - vittima ora della brama di denaro del padre che la vuole maritare a un buon partito, ora del desiderio del Gran Muftì - non cambia molto sia che si trovi nella casa paterna a Venezia che relegata in un harem destinata al piacere del signore di Corfù. L’isola, ritratto di un regno lontano incantato ed esotico, si rivela ugualmente una prigione. La brama governa pure le vicissitudini dei meno agiati con la loro voglia di riscatto come i servi e la strega imbrogliona.
Un canovaccio di Commedia dell’Arte nel quale si muovono personaggi e maschere, con le cadenze tipiche di questo genere di spettacolo, tra paradossi ed esilaranti gags, riproponendo un teatro che ha peculiari somiglianze con la fiaba ma che, nel contempo, si fa metafora della realtà.
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