| NOME COMPAGNIA: |
Gruppo Amici del Teatro - Roncade |
| ANNO ISCRIZIONE FITA: |
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| RAPPRESENTANTE LEGALE: |
Mariantonia Brustolin |
| COMUNE: |
Biancade di Roncade |
| TELEFONO: |
0422 841346 |
| E-MAIL: |
info@teatroroncade.org |
| SITO INTERNET: |
www.teatroroncade.org |
Clicca sui titoli degli spettacoli teatrali elencati qui di seguito per leggere il dettaglio.
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Autore: Chapmann & Pertwee
Regia: Gruppo Amici del Teatro
Traduzione: Maria Teresa Petruzzi
Atti: 2
Durata: 1h 40m
In un caldo Agosto Berlinese, Fisher, all'apparenza un tranquillo rappresentante d'auto, è costretto ad inventare l'identità delle persone che man mano si trovano a girare per casa per giustificarne la presenza, ma alla fine resta intrappolato dalle sue stesse bugie in quella che si rivelerà una movimentata e rocambolesca storia di spionaggio in un susseguirsi irrefrenabile di situazioni assurde e travolgenti, fatte di scambi di persone e di giochi di parole.
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AUTORE: Alfredo Balducci
REGIA: Alberto Moscatelli
ATTI: 3
DURATA: 120'
In un periodo storico indefinito (le guerre, si sa, non hanno età!) due compagnie di ventura stanno per scontrarsi. La prima è stata ingaggiata dal signore del castello di Boslavo che ha deciso di non pagare più le tasse al re dal quale dipende: la seconda, al soldo del re, dovrebbe espugnare il castello per ricondurre il ribelle ai suoi doveri. Tutto è pronto per l'azione ma... i soldati delle due bande scoprono di essere legati da fraterna amicizia per un precedente fatto d'armi cui hanno partecipato da alleati. Lo scontro quindi non è più possibile. I rispettivi generali, per ragioni diverse, si affanneranno perché lo scontro abbia luogo, ma nonostante i biechi trucchi messi in atto per accendere gli animi ed aizzare l'una contro l'altra le due parti, la sconfitta toccherà proprio ai due, mentre a trionfare, questa volta, saranno pace, amicizia, buonsenso e... amore! il riassunto della trama non rende merito a tutti i personaggi caricaturali che ne fanno parte, nè alle scene che essi movimentano con comica arguzia e trovate paradossali. Scritta nel 1952, per il tono canzonatorio e pungente con cui l'autore ha descritto un mondo militaresco che per natura dovrebbe essere eroico e che invece mostra le proprie miserie con atteggiamenti millantatori, la commedia è stata subito tacciata di antimilitarismo e per questo non rappresentata per anni.
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AUTORE: Sigfrido Geyer
REGIA: Gruppo Amici del Teatro
ATTI: 3
DURATA: 100'
Sebastiano, impeccabile maggiordomo nonché fedele complice del barone Rommer, la cui reputazione di collezionista di cuori femminili è ben nota a chiunque, incappa in una telefonata con una gradevole interlocutrice e non resiste alla tentazione di farsi passare proprio per il suo padrone assente da casa per impegni mondani. Con facilità riesce a convincere la donna a raggiungerlo e, per riceverla degnamente, indossa gli abiti del suo padrone. Ma il rientro improvviso ed inaspettato di quest'ultimo scombina i piani di Sebastiano che, ancora più sbalordito, assiste alla trasformazione del suo padrone in… domestico di casa! Colpi di scena e imbarazzanti situazioni rendono gradevole seguire gli eventi della brillante commedia di Geyer
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AUTORE: Bruno Lorenzon
REGIA: Alberto Moscatelli & Renzo Santolin
TRAMA La vicenda è uno spaccato contadino della Roncade dei primi del '900: si narra la vicenda di Bepi Amoèri, arricchito mediatore di vacche, che scopre all'improvviso di essere discendente della nobile casata degli Amorèi. Bepi, piacevolmente sorpreso dalla situazione, decide di cambiare vita e di frequentare solo gente del suo rango. Naturalmente in questa avventura vengono catapultate, loro malgrado, la figlia di lui e la governante, alle quali il nuovo status sociale impone di cambiare abitudini, idee e… spasimante! Ricca di colpi di scena e aneddoti riguardanti la vita rurale nei primi anni del secolo, l'opera, che si sviluppa in due atti, rappresenta un'autentica valorizzazione delle tradizioni dell'entroterra trevigiano.
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LA MONTAGNA E IL CIELO - Racconti, canti ed emozioni
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un susseguirsi di canti, immagini, musiche, racconti e leggende che avranno come unico comune denominatore la magia delle Dolomiti Bellunesi.
Suoni, immagini, atmosfera... caleranno poco a poco gli spettatori nella magia delle intense emozioni che prenderanno vita dall’incontro tra musica, parola e immagine.
Realizzato in collaborazione con il Coro “La Genzianella Città di Roncade”, il fotografo Giandomenico Vincenzi ed il tecnico audio-video Giandomenico Commissati.
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AUTORE: Adattamento di Alberto Moscatelli - dal Diario del Conte Giuseppe Farra Oniga.
REGIA: Alberto Moscatelli
ATTI: Unico
DURATA: 60'
Gennaio 1943: ritirata di Russia. Un diario: uno dei tanti. La testimonianza diretta di una tragedia annunciata: una delle tante. Ma proprio per questo importante tassello di una storia che troppo spesso in troppi disconoscono o trattano in modo superficiale. Uno spettacolo dai differenti moduli recitativi, la lettura, l’interpretazione scenica, l’evocazione, le immagini, i rumori, i canti. Dall’ordine di ritirata dal Don, alla rotta attraverso i tentativi di accerchiamento del nemico fino alla tragica, disperata, battaglia di Nikolajewska. E poi… l’italia. Con un interrogativo: perché? Un percorso attraverso le sensazioni, le paure, il coraggio, le speranze, le angoscie di “un” uomo, della “sua” ritirata, della “sua” tragedia, vissuta sulla “sua” pelle.
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AUTORE: Carlo Goldoni
REGIA: Renzo Santolin
ATTI: 2
DURATA: 110'
La bottega del caffè, ideata e composta a Mantova nel 1750, non vuole essere, come sostiene lo stesso Goldoni nelle sue Memorie, la rappresentazione di una vicenda ben precisa, ma il “quadro” di una piazzetta di Venezia e della vita che attorno ad essa gravita, uno scorcio di realtà dove i gli “attori” dei vari ceti sociali sono presentati in modo vivo, quasi spietato, incarnandone tutta la quotidianità, la ritualità di gesti e situazioni. Tutto si svolge intorno alla bottega del caffè, luogo di ritrovo di avventori abituali e di passaggio, il cui proprietario, Ridolfo, è il personaggio chiave che tiene le fila degli avvenimenti con maestria. Antagonista del bottegaio è Don Marzio, gentiluomo indiscreto e, suo malgrado, seminatore di zizzania. Protetti o vittime di questi due sono il signor Eugenio, di buona famiglia ma facile preda del gioco e delle donne, e sua moglie Vittoria, donna virtuosa e onesta; Flaminio, celato sotto il nome di Conte Leandro, che vive delle vincite al gioco con le quali mantiene la ballerina Lisaura, che lo crede scapolo e intenzionato a sposarla; Placida, moglie di Flaminio, vestita da povera pellegrina e alla ricerca del marito; Pandolfo, uomo senza scrupoli, proprietario della bisca situata accanto alla bottega del caffè. E poi… la vita della piazza, in tutta la sua divertente ma cruda realtà! La commedia è chiaramente a lieto fine, ma… la “arringa difensiva” di Don Marzio, rappresenta una curiosa, simpatica ma spietata attualità, in cui il “colpevole”, gentiluomo che mai aveva messo in dubbio la bontà delle proprie intenzioni, come mai aveva contemplato l’idea di poter parlare o agire male, si vede costretto a riconoscere le proprie colpe ed andarsene. Quasi un monito per i nostri giorni!
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Autore: Aldo de Benedetti
Titolo Originale: NON TI CONOSCO PIU'
Traduzione in dialetto Trevigiano: Gigi Mardegan.
Atti: 3
Durata: 100 minuti
Regia: Alberto Moscatelli
Nella Treviso negli anni ’60, in casa Malipieri, ambiente apparentemente sereno e tranquillo, è scoppiato il dramma: Luisa non riconosce più il marito Paolo e, ritenendolo un intruso, lo vuole cacciare di casa. Il professor Perferdinando Spinelli, medico psichiatra, diagnostica un vuoto di memoria che si spera limitato nel tempo. Ma la guarigione non sarà così immediata… Le cose si complicano ulteriormente con l’arrivo dall’Inghilterra dell’invadente zia Clotilde, esuberante scrittrice inglese, e di sua figlia Evelina. Tra un equivoco e l’altro, marito, moglie e dottore si ritrovano ad analizzare le loro condizioni – rispettivamente di marito, moglie e scapolo – e, più in generale, il significato ultimo del matrimonio. Ma quando ormai sembra tutto risolto ed il sipario già sta calando, arriva sul pubblico il colpo di scena finale.
Con uno stile secco e pungente, viene analizzata e portata alla ribalta la crisi della borghesia e dei suoi riti famigliari, denunciando il vuoto di passione e sentimenti che l'esteriorità perfetta del rapporto di coppia tenta inutilmente di nascondere. Questa commedia, scritta originariamente da Aldo de Benedetti nel 1932, viene qui riproposta in una inedita traduzione in dialetto trevigiano a cura di Gigi Mardegan.
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